Elias Bertoldo
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COMOEDIA

date » 15-05-2021 21:06

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Elias Bertoldo personal exhibition - Under 30 Finalist - Trento Art Festival

date » 28-02-2021 10:08

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TRENTO ART FESTIVAL
IL PRIMO FESTIVAL D’ARTE CONTEMPORANEA IN ITALIA NATIVO DIGITALE

Da oggi cinque giorni all’insegna dell’arte contemporanea, 118 gli artisti presenti, con oltre 500 opere online in una mostra su 20.000 mq virtuali. 44 progetti espositivi provenienti da tutta Italia e dalla Grecia, paese ospite d’onore per questa edizione. Un progetto semplice e innovativo per lo scenario italiano.
Il Festival è composto da tre sezioni: Main Section, Trento Art Prize, Open Section. Più un Focus speciale dedicato alla Grecia.
Dal 24 al 15 marzo 2021, collezionisti, professionisti, ma anche curiosi e appassionati d’arte contemporanea collegandosi al sito internet del Festival http://trentoartfestival.it/ (senza alcun obbligo di registrazione) potranno immergersi virtualmente tra le opere dei singoli artisti e delle gallerie, navigando in 3D in sale virtuali di 400 mq.

ELIAS BERTOLDO 3D VIRTUAL EXHIBITION

Elias Bertoldo nasce a Schio (VI) nel 1994. Frequenta il Liceo Artistico Arturo Martini della medesima città e nel 2013 si iscrive all'Accademia di Brera per studiare Pittura.
A Milano si interessa presto alle dinamiche del colore e, già a partire dal 2014, comincia a formulare un’ipotesi di espressività individuale. Da quell’anno comincia a costruire opere pittoriche basate su accordi cromatici specifici, normando significativamente il processo esecutivo e ispessendo il tessuto cromatico.
Dal 2015 principia una serie di lavori che evocano congegni virtuali animati da impulsi luminosi. È il primo risultato di riflessioni sull’essenza della pittura in rapporto all’esperienza odierna che si ha della luce.
Il 2018 è l’anno in cui viene annoverato tra gli artisti di "punti e filamenti di colore nella pittura italiana dal Divisionismo a oggi", un libro di Ignazio Gadaleta concentrato a percorrere affinità teoriche e formali nell’evoluzione della pittura da Giuseppe Pellizza ai nostri giorni.
Conduce una ricerca approfondita sulle logiche del vedere nello specifico rapporto alle attuali consuetudini di virtualizzazione dell’immagine. Nel suo lavoro infatti è essenziale la ricerca di accordi cromo-luministici odierni, concepibili solo artificialmente perché consapevoli dell’ elettroluminescenza dei LED dei monitor e di fenomeni di fotoluminescenza.
Invariabile nel suo lavoro è anche la riflessione sulla complessità dell’atto percettivo e le derivanti implicazioni sulla densità emozionale dell’esperienza visiva, sviluppata attraverso un tessuto pittorico consistentemente elaborato e quindi un colore razionalmente costruito.
Ultimamente è impegnato nella ricerca di implementazione di relazioni fra le metodologie della pittura e i processi dell’Imaging contemporaneo, presentando simultaneamente il colore nelle sue qualità pigmentarie e declinazioni digitali.

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ELIAS.pdf (2.99 MB)

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Luci da Brera, Bottegantica

date » 08-11-2020 17:11

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Bottegantica ha selezionato cinque promettenti allievi della cattedra di Pittura tenuta da Ignazio Gadaleta presso l’Accademia di Belle Arti di Brera - da oltre due secoli fucina di straordinari artisti, come Francesco Hayez, Giovanni Segantini, Lucio Fontana, Marino Marini, Vanessa Beecroft - all’interno di una mostra/manifesto allo scopo di farli conoscere al grande pubblico.

I cinque artisti sono Yuki Aoki (1974, Giappone); Erika Bellanca (1992, Italia); Elias Bertoldo (1994, Italia); Saeed Naderi (1981, Iran) e Arjan Shehaj (1989, Albania).

Le opere, che saranno presentate eccezionalmente in forma virtuale attraverso la sezione viewing room arricchita da interviste e contenuti di approfondimento, contemplano diverse forme di espressione che attivano la persistenza della pittura, come linguaggio inesaurito e inesauribile. Lo spettatore è così messo nella condizione di riflettere sul concetto di ‘continuità’ dell’arte, e di contemplarne la storia nel suo divenire.
Con questa esposizione, Bottegantica porta avanti il laboratorio moderno e contemporaneo (Lab contemporary) nato nel 2018 con la mostra Ottocento Contemporaneo. Due generazioni a confronto e proseguito con la mostra Fresh Kiss. Pascale Marthine Tayou in collaborazione con la Galleria Continua (aprile 2018).
I cinque artisti, provenienti da diversi Paesi del mondo, dialogheranno insieme attraverso un linguaggio universale, dettato dall’assenza di parole e dalla comprensione emotiva e sensibile. La luce e le sue innumerevoli derivazioni cromatiche saranno al centro di questa mostra che propone un viaggio intorno al mondo.

“Bottegantica crede fortemente nella promozione dell’arte e di nuovi artisti, e lo fa ancora di più in questo momento permettendo di visitare una mostra, che doveva essere aperta al pubblico, in modalità online” – spiega Enzo Savoia fondatore di Bottegantica. “Attraverso questa mostra vogliamo dare il nostro sostegno alla cultura e ai giovani artisti, promuovendo la luce del loro talento a livello globale, perché è anche dall’arte, dalla conoscenza e dalla bellezza che passa la rinascita di un Paese".

“Essere autentici e interrogare il presente” – dichiara Ignazio Gadaleta – “sono queste le azioni che attualizzano la pittura e che caratterizzano gli esercizi lucidamente auto-disciplinari di questi artisti giovani”.

“Con i Dispositivi tecno-percettivi Elias Bertoldo esprime una necessità dell’arte di adattarsi alle forme del contemporaneo, riconoscendo come lo stretto e costante rapporto con le macchine e le interfacce virtuali abbia riconfigurato il nostro modo di vedere. Elias constata quanto sia difficile astrarre, soprattutto nelle città, una fonte di luce unica e unidirezionale. Dispositivi tecno-percettivi sono dei congegni virtuali, come delle televisioni, dei telefonini, degli schermi. Elias apre tutte le finestre per far accedere la luce, che brilla, si accende e attraversa le superfici, talvolta trascinandosi dietro come una scia luminosa, costituendo un immaginario mutevole e stimolante. Le opere di Elias Bertoldo non si nascondono al presente ma manifestano la mutazione della luce che corre, veloce e mai interrotta, dal passato al futuro.”
Valerio Mazzetti Rossi

Cura del catalogo del Premio Arte Acqua dell'Elba 2019 - l'Orizzonte del Mare

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«A corredo della mostra, un bel catalogo (edito da Baldecchi e Vivaldi) a cura di Elias Bertoldo con i ritratti
degli artisti e una loro brevissima dichiarazione di poetica e presentazione biografica, le immagini fotografiche
delle opere ed un testo del curatore».

articoli:
Premio Arte Acqua Dell'Elba: assegnate le borse di studio ai tre studenti vincitori

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Acqua_dell_Elba_2019_Comunicato_stampa.pdf (91.75 KB) Acqua_dell_Elba_2019_Invito.pdf (2.34 MB) Acqua_dell_Elba_2019_Catalogo.pdf (1.96 MB) Acqua_dell_Elba_2019_Striscione.jpg (2.71 MB) Acqua_dell_Elba_2019_Manifesto.pdf (288.21 KB)

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Academy of Fine Arts - articolo di Gaetano Centrone

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Elias
ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BRERA

Elias Bertoldo nasce a Schio (VI) nel 1994. Frequenta il Liceo Artistico della medesima città e nel 2013 si iscrive all'Accademia di Brera per studiare Pittura come allievo di Ignazio Gadaleta. Nel 2018 è stato annoverato tra gli artisti di punti e filamenti di colore nella pittura italiana dal Divisionismo a oggi, scritto dallo stesso Gadaleta, edito da Silviana Editoriale. Attualmente è ancora studente alla Scuola di Pittura, al secondo anno del Corso di Diploma Accademico di Secondo livello.
Esclusivamente pittore, dal 2014 conduce una ricerca approfondita sulle logiche del vedere anche nello specifico rapporto alle attuali consuetudini di virtualizzazione dell’immagine. Idea fondante della sua ricerca è appunto la possibilità di coniugare tradizionali strumenti e metodologie della pittura e attuali afferenze immaginative contemporanee, non esclusivamente sorgenti dal mondo dell’arte.
Nel suo lavoro è essenziale la ricerca di accordi cromatici e luce odierni, concepibili solo artificialmente e consapevoli delle fluorescenze delle lampade e dei Led dei monitor, perché si avvicinano alla sensibilità attuale e appartengono al campo di interesse della pittura.
Costante è anche la riflessione sul fare immagine. Secondo tale punto di vista il colore viene “costruito”, cioè definito razionalmente e gradualmente nell’atto del dipingere, tramite molteplici strati e lungo tutta la durata del processo esecutivo, impiegando spesso mesi.
Altrettanto invariabile è la complessità retinica, riconoscibile fin dagli esordi, sviluppata principalmente attraverso un tessuto pittorico consistente e ulteriormente ampliata dalle innumerevoli interazioni cromatiche che si definiscono durante l’evoluzione del quadro a attraverso la calibrata selezione delle tinte.
Ultimamente Elias è impegnato nella ricerca di un’uniformità soffusa, perseguita attraverso una mano più franca ed un colore che rifiuta il contenimento in una struttura geometrica rigida, secondo pure espansioni e contrazioni di luce.

Gaetano Centrone, Elias - Accademia di Belle Arti di Brera, sezione "Studenti" di "Academy of Fine Arts", n. 21, 2019, p. 45

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Accademia aperta 2019

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Dopo il grande successo delle quattro precedenti edizioni, dall’11 luglio al 3 agosto l’Accademia di Belle Arti di Brera riapre i suoi spazi ricchi di storia, per offrire al pubblico un’esperienza culturale unica nel suo genere. Appuntamento ormai immancabile dell’estate milanese, con Accademia Aperta le aule, i laboratori e i preziosi spazi storici di Brera, tra cui l’ex Chiesa di San Carpoforo si rendono eccezionalmente accessibili ed espongono le opere degli studenti, che saranno anche presenti come guide speciali.

L'opera di Elias, InSpirare (2018), è stata esposta in aula 49, aula della Scuola di Pittura di Secondo Livello ed ex studio di Francesco Hayez.

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Manifesto___Accademia_Aperta.pdf (0.73 MB) Cartella_Stampa___Accademia_Aperta_2019._0.pdf (0.81 MB)

_MG_0946_2.jpgUntitled_Panorama5.jpgUntitled_Panorama4_Sfocato.jpg

Premio Arte Acqua dell'Elba 2018 - il profumo del mare

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«Elias Bertoldo, decisamente pittore, con i suoi «punti e filamenti», entro l'avvertita sapienza di gestione poetica dello spazio pittorico, finalizza la sua programmazione ‹all'attivazione di un'energia, intenzionalmente aerea e fresca›».

Ignazio Gadaleta, il profumo del mare - Premio Arte Acqua dell’Elba 2018, catalogo della mostra (Portoferraio (LI), Sala Telemaco Signorini, 27 - 31 agosto 2018), IGP Industrie Grafiche Pacini, Pisa 2018

articoli:
www.acquadellelba.com/it/comunicati-stampa/premio-arte-acqua-dellelba

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Acqua_dell_Elba_2018_Invito.pdf (3.22 MB)

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59º Premio Internazionale Bice Bugatti - Giovanni Segantini

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La memoria della pittura.
Omaggio a Franco Guerzoni
Martina Corgnati

Memoria della pittura - memoria della parete sono le tracce che hanno guidato questa ricognizione, volta a snodare l'attualità di un frame of mind creativo e concettuale che costituisce certamente il pensiero dominante nel percorso dell'artista cui quest'anno è stato attribuito il Premio Internazionale Bugatti-Segantini, Franco Guerzoni.

Ma cosa vuol dire memoria della pittura? E della parete? Le due questioni, entro un certo limite, coincidono se, per esempio, si risale sino alle origini mitiche della pittura raccontate da Plinio il Vecchio nel celebre aneddoto della figlia e del vasaio di Corinto. Ella avrebbe disegnato il volto dell'uomo sul punto di partire di cui era innamorata, ricalcando l'ombra proiettata su una parete dal suo profilo.
La pittura dunque funge da memoria e la parete da supporto a questa memoria (di un'assenza); da qui, nelle nostre stagioni predisposte alla speculazione astratta e all'arte concettuale più che all'esercizio virtuosistico della confezione di simulacri o di trompe l'oeil, la pittura si presta a farsi memoria in sé stessa, memoria come predisposizione, stato d'animo se si vuole, e la parete (per sineddoche ogni superficie dipinta) a essere supporto di tale funzione. La parete in effetti, le pareti della nostra esistenza quotidiana si lasciano impressionare da impronte e tracce, conservando forme che la nostra vita ha assunto, magari involontariamente e a nostra insaputa. E la pittura è a caccia di tracce come queste, certo, ma anche, più in generale, si pone come celebrazione dell'assenza, non fissata soltanto in quel "è stato" in cui Roland Barthes identifica l'operazione fotografica, ma trasformata in decoro, in ornamento, in una parola, in linguaggio.
Questa dimensione che mostra un'intensa vitalità quando si guarda alle ricerche contemporanee: moltissimi giovani artisti si dimostrano interessati alla natura della memoria filtrata attraverso pratiche che oscillano dalla pittura, praticata attraverso le più diverse tecniche, all'installazione, alla realtà aumentata. In fondo, si tratta di vedere, dell'operazione visiva. O meglio, di vedere l'invisibile; vedere quello che non c'è (o non c'è più).

[...] Ben organizzati in schemi geometrici semplici sono anche i Dispositivi tecno-percettivi di Elias Bertoldo, superficie opache, dipinte accuratamente a olio ma in modo tale da simulare asettici congegni, piccole "macchine inutili" che in realtà investono la nostra percezione dei volumi, delle textures e sopratutto dei colori con i loro reciproci rapporti. In questo senso le opere si propongono come dispositivi: interpellano direttamente lo spettatore e la sua sensibilità, cercando di mettere a nudo il dialogo muto fra lo sguardo e le cose.

Martina Corgnati (a cura di), 59° Premio Internazionale Bice Bugatti - Giovanni Segantini, catalogo della mostra (Nova Milanese (MB), Villa Vertua, 9 giugno - 1 luglio 2018)

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punti e filamenti di colore nella pittura italiana dal Divisionismo a oggi

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C’è una linea di continuità, sviluppo ed evoluzione nella pittura italiana del Novecento (e anche del Duemila), che ha come sorgente le definizioni linguistiche del Divisionismo italiano. Il libro concretizza, principalmente attraverso apposite riprese fotografiche di particolari di opere, alcuni momenti dello specifico sguardo di pittore dell’autore, in viaggio nel tempo delle memorie di diverse declinazioni linguistiche in successione storica, fino al passaggio nel presente, in proiezione futura. Questa operazione rientra nelle azioni dei Dialoghi di colore di Brera ed è la premessa finalizzata all’avvio di uno specifico dibattito aperto.

«Alle consuetudini esperenziali del quotidiano si riferiscono anche i lavori attualisticamente neodivisionisti di Elias Bertoldo. In Prototipo V 15 (2015), un'infinità di puntini di colore, in estenuanti stratificazioni, cono coscienza luccicante, elaborano analogie di visioni proprie delle retroilluminazioni di schermi di smartphone e monitor».

Ignazio Gadaleta, punti e filamenti di colore nella pittura italiana dal Divisionismo a oggi, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (MI) 2018

acquista il libro su www.silvanaeditoriale.it


articoli:
Carmelo Cipriani, L’importanza di rileggere una tecnica passata “sottotraccia” in un libro di “punti” pittorici e storici, e tanti filamenti

Matteo Galbiati, Ignazio Gadaleta: pittura che racconta la pittura, colore che racconta colore

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