Elias Bertoldo

2019 — Nuova Scuola di Colorito di Brera

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Dal 9 maggio al 15 giugno 2019, la Pinacoteca di Brera ha ospitato la Nuova Scuola di Colorito a cura del prof. Ignazio Gadaleta, artista e docente di Pittura e Cromatologia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Il progetto sperimentale, lungi dall’essere attività antiquariale, mira a riattivare tutta una serie di consapevolezze sull’immagine. Attraverso lo studio dell’impiego del colore nella storia infatti, è possibile assimilare i fondamenti della comunicazione visiva che presiedono alla formazione di un enunciato visivo, peraltro impiegabili anche nel digitale.
Gli studenti, pittori in formazione provenienti da ogni parte del mondo muniti di cavalletti e tavolozze, hanno dipinto di fronte alle opere da loro scelte.

Il colore batte forte al cuore dell’arte italiana come antico comunicatore della muta scena pittorica: la peculiarità della pittura italiana, fin dalla grande Scuola Veneta del Cinquecento, risiede infatti nel primato del colore su ogni altra componente linguistica. Proprio il colore, «privilegio tipico del genio italiano» come sostenuto da Giacomo Balla (Manifesto del colore, Roma 1918), costituisce un ponte attraverso la storia, nella relazione creativa fra l’antico, le origini della modernità e il presente continuo. Se intorno ai nostri occhi vediamo il colore delle cose, è tuttavia nell’intelligenza del costrutto linguistico della pittura che si evidenzia il colorito. Fin dalle origini della letteratura artistica, si scrive del “colorito” per indicare il risultato dell’azione dei pittori (il “colorire”), in sinergia con il “disegno” e l’“invenzione” come indicato anche da Paolo Pino nel suo Dialogo di Pittura (Venezia 1548). Il primo a operare la distinzione fra colore e colorito fu Lodovico Dolce con il Dialogo della pittura intitolato l’Aretino (Gabriel Giolito de’ Ferrari, Venezia 1557) e la distinzione fra couleur e coloris fu poi ripresa e sviluppata da Roger De Piles con il suo Dialogue sur le coloris (Nicolas Langlois, Paris 1673).

Anche Brera ha avuto la sua Scuola di Colorito, istituita nel 1794 e diretta dai pittori Martin Knoller e Giuseppe Gaudenzio Mazzola. La Scuola fu abolita nel 1834 e il termine “colorito” è oggi assolutamente desueto, quasi scomparso dalla consapevolezza corrente sia fra i pittori sia fra gli storici e critici d’arte. Dopo circa duecento anni, gli esempi di colorito dei grandi maestri esposti lungo il nuovo percorso emozionale della Pinacoteca hanno suggerito l’idea di sperimentare insieme ad alcuni allievi una pittura di puro colore, oscillante fra radicalità pigmentarie e virtualità digitali.

Il progetto della Nuova Scuola di Colorito è stato condiviso da James M. Bradburne, direttore della Pinacoteca, nell’ambito di una visione che intende incoraggiare il dialogo fra le istituzioni che compongono la ricca varietà culturale di Palazzo Brera, configurare il museo come vivo laboratorio di ricerca e proseguire nel recupero della sua migliore tradizione: «Perché Brera non è l’hortus conclusus del collezionista, il museo delle “preziosità”: Brera è una galleria nazionale di ampio tessuto storico, creata da Napoleone ad “educazione del popolo” secondo un profondo pensiero illuministico che noi, eredi, non possiamo tradire» (Fernanda Wittgens).

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